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ORA SCENDONO" IN CAMPO" I CAPITANI DELL'ECCELLENZA MARCHE.

CORRIERE ADRIATICOTanto tuonò che alla fine piovve. Nell'edizione di martedì del Corriere Adriatico avevamo paventato una possibile mobilitazione dei capitani dell'Eccellenza marchigiana, al pari dei loro colleghi di altre regioni, per chiedere alle istituzioni immediata chiarezza circa il futuro del massimo campionato regionale. La predetta agitazione è diventata realtà nella mattinata di ieri quando, con un documento sottoscritto all'unisono, i calciatori di casa nostra

hanno reso noto di aver inviato una lettera aperta al presidente della Figc Marche Ivo Panichi al fine di veder tutelata la propria categoria dinanzi a tutto quanto accaduto negli ultimi giorni. In primis l'entrata in vigore del nuovo Dpcm che prolunga fino al 5 marzo lo stop per tutti i campionati non ritenuti d'interesse nazionale.
«Ora diciamo la nostra»
Dopo giorni di discorsi e di ipotesi sul futuro, non è un caso che la nota sia stata emessa in concomitanza del Consiglio direttivo in programma oggi pomeriggio ad Ancona: «Dopo l'ennesimo decreto che ci lascia nuovamente senza certezze, noi calciatori del campionato di Eccellenza marchigiano vorremmo finalmente dire la nostra. Dopo mesi trascorsi nel silenzio, in cui ci siamo limitati ad osservare quel che succedeva a livello regionale e nazionale, attenendoci alle regole e rispettando qualsiasi decisione, oggi chiediamo con forza di essere ascoltati». Nello specifico: «Siamo perfettamente a conoscenza delle difficoltà che la pandemia di Covid-19 sta causando e del momento critico che sta attraversando il nostro paese ma l'intero mondo dilettantistico, come ogni altro settore, deve lavorare per poter ripartire».
«Dalla parte di tutti»
Nel proseguo della lettera si fa riferimento a spese e sacrifici sostenuti in una stagione tanto particolare quanto delicata come quella attuale. La firma è praticamente dei calciatori ma sostanzialmente di tutti gli addetti ai lavori, quegli addetti ai lavori che condividono da tempo una situazione di grande difficoltà e di disparità rispetto ad altri campionati dilettantistici. Su tutti la Serie D che va avanti, con un protocollo proprio, per una mera differenziazione burocratica che la identifica come torneo di rilevanza nazionale: «Da troppo tempo non possiamo più fare quello che amiamo e siamo profondamente convinti che con un protocollo serio e adeguato si possa riprendere l'attività, così che fin dai prossimi giorni si possa tornare a svolgere gli allenamenti, con tutte le dovute accortezze e precauzioni. Per chi ha investito tempo e denaro per mettere in sicurezza le strutture. Per chi vive di questo sport. Per chi deve rendere conto alla propria famiglia e per chi, come tanti, ha rifiutato proposte per attività più sicure a causa di una ripartenza, durata appena cinque giornate di campionato, che si è rivelata un'illusione».
«Adesso ascoltateci»
Poi le richieste, chiare e trasparenti: «Chiediamo di non essere più messi da parte, chiediamo di poterci allenare in sicurezza e rispettando tutte le regole previste da un eventuale nuovo protocollo. Chiediamo di essere ascoltati e ci piacerebbe che le società di Eccellenza si incontrassero per un confronto serio e leale. Chiediamo di sapere quello che sarà del nostro futuro perché vivere in questo stato di incertezza sta diventando insostenibile».
Peppe Gallozzi
CORRIERE ADRIATICO